ZIBALDONE, blog di Franco Tessitore

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Wednesday, January 4 2012

Abolire il canone TV? Sarebbe ora

E’ il mese del canone TV che di anno in anno si rivela sempre più anacronistico e ingiusto.

Il pagamento dell’”abbonamento alle radioaudizioni” è disciplinato dal RDL del 21 febbraio 1938 n° 246, cioè di 74 anni fa!!!. Allora non c’era la TV, non c’era il satellite, ovviamente non c’era l’offerta televisiva variegata di oggi e non c’era Internet che permette di vedere i programmi di tutto il mondo.

L’abbonamento è dunque una tassa di possesso dell’apparecchio televisivo, indipendente dall’uso. Ciò non toglie che questa tassa o imposta (i pareri sono discordi) pro-RAI è ingiusta e ingiustificata perché:

1. ormai i migliori programmi sono a pagamento;

2. per le famiglie meno abbienti e più deprivate culturalmente la TV è l’unica fonte di formazione e informazione e quindi si tratta di un servizio essenziale che deve essere garantito a prescindere;

3. perché buona parte della popolazione non lo paga e in alcune zone si tratta della maggioranza;

4. perché la Rai ha cessato da tempo di essere un servizio pubblico e tale concetto va rivisto alla luce del progresso tecnologico di oggi e delle prospettive di domani.

Eliminare il canone e togliere il tetto alla pubblicità per la RAI sarebbe cosa buona e giusta.

Sunday, November 6 2011

Numeri e autorevolezza

Isolato politicamente e personalmente sul piano internazionale (da Obama che probabilmente non gli ha mai perdonato la battuta sull'abbronzatura agli europei che gli ridono in faccia) e sul piano interno, dove, oltre ai soliti comunisti e alla magistratura di sinistra, gli sono contro le parti sociali, il mondo della cultura e delle arti, la Chiesa e tutti coloro che stanno avvertendo sulla propria pelle le conseguenze della crisi e della mancanza di una guida credibile, il Presidente del Consiglio continua a dire di avere i numeri in Parlamento.

Le sue alchimie non possono restituirgli credibilità e autorevolezza e sarebbe il momento di prendere atto della situazione e togliere il disturbo.

Ma chi si crede l'uomo della Provvidenza ha difficoltà a capire che è di troppo.

Friday, October 7 2011

Lettera a Francesca Grimaldi, giornalista

Gent.ma Dott.ssa,

Poiché mi considero un suo fan le indirizzo questa lettera aperta che avrei voluto mandarle in via riservata. Tuttavia il sito della RAI non riporta le email dei suoi redattori. Ed è un peccato.

Da tempo ormai non seguo più il TG1, diventato il bollettino del Capo del Governo. Se qualche volta ho fatto una eccezione è perché ho visto che lo conduceva Lei che considero una giornalista, oltre che bella, brava, misurata, non incline agli ammiccamenti.

Ho appena visto l’edizione delle 13,30 di oggi 7 ottobre 2011 e sono rimasto scandalizzato (ammesso che ormai ci si possa più dire tali) dall’impaginazione e dal tempo dedicato alle varie notizie. Migliaia di persone (giovani, insegnanti, lavoratori) oggi stanno manifestando per una scuola migliore. Ma questa notizia, che meriterebbe l’apertura, è stata relegata quasi al termine dl TG ed esaurita in poche battute (utilizzate più a sottolineare qualche episodio di intolleranza che le ragioni di un tale malcontento).

Si è privilegiato, secondo prassi, il solito intervento-fiume del capo del Governo o notizie di cronaca stantìa o altre informazioni che potrebbero rientrare benissimo nella tante rubriche specializzate. Questo modo di fare informazione sta costando al TG1 la disaffezione dei suoi telespettatori. Io non so (o forse lo so) chi decide l’impaginazione. Tuttavia in questo caso è lei che ‘ci mette la faccia’ in qualità di conduttrice e in quanto tale dovrebbe avere qualche voce in capitolo. O condivide le scelte altrui o le subisce e in entrambi i casi è responsabile di una informazione mediocre.

Da oggi in poi neppure la sua bella immagine mi spingerà a guardare il TG1 (e solo di questo mi dispiaccio).

Scusandomi per la franchezza (ma tra due persone che hanno questo nome non può essere altrimenti) la saluto molto distintamente.

Tuesday, June 14 2011

I servi si preparano a "emanciparsi"

Ezio Mauro si chiede su Repubblica.it (14 giugno 2011) se “ci voleva molto”, se “bisognava aspettare l’Economist” per “diagnosticare la malattia di questa destra, la sua anomalia”. “L’Italia della cultura – aggiunge – dei giornali, dell’estabishement, si è rifiutata di vedere e di capire”.

In realtà questo cancro (questo sì) della democrazia ha potuto svilupparsi, crescere e invadere tutto l’organismo della nazione per virulenza intrinseca ma anche e soprattutto per condizioni favorevoli dovute a sottovalutazione del male, ad acquiescenza, a conformismo, a interessi personali.

Quella Costituzione da tanti vituperata ha retto, tutto sommato, all’impatto garantendo le contromisure della salvezza. Ciò che non è stato all’altezza è stata proprio la “cultura”, apparsa non in grado di creare gli anticorpi necessari. Dobbiamo quindi ricrederci, ma non ce n’era bisogno, su questo aspetto. La cultura in sé, se non è accompagnata da coerenza personale, da dirittura morale, da consapevolezza etica, non basta a preservare la patria perché l’uomo segue innanzitutto le proprie pulsioni e i propri interessi.

State sicuri. Tutti quelli che hanno appoggiato, incoraggiato, osannato il capo, quelli che hanno introdotto presso di noi il “culto della personalità” (altro che comunisti!), quelli che per anni sono stati felici di raccogliere le briciole ai piedi della mensa del signore, e qualche volta anche le pedate, saranno i primi ad abbandonare il carro perdente, a crearsi una nuova verginità, ad atteggiarsi come i veri, inflessibili oppositori del male (sarebbe il caso di prenderne nota, prima che il tempo faccia dimenticare la loro servitù). Le avvisaglie già si vedono da un bel po’. Quelli che, invece, lo hanno veramente combattuto faranno la figura dei complici. E’ un dejà vu.

Saturday, June 11 2011

Un'enorme confusione a Pignataro M.

A Pignataro infuria la polemica politica (?) tra i vincitori e i vinti delle ultime elezioni amministrative, focalizzandosi sull’eterno oggetto del contendere rappresentato dalla Patrimonio s.r.l. Chi ha governato negli ultimi cinque anni oggi si trova a fare opposizione e contesta agli ex-contestatori di ieri l’intenzione di mettere mano a un riordino da lungo tempo richiesto e predicato.

E poiché ogni mondo è paese, e Pignataro non fa eccezione, ovviamente, la polemica travalica la corretta dialettica tra forze politiche, tra maggioranza e minoranza e trascende a guerra personale, furiosa, cieca, oseremmo dire all’ultimo sangue. E quando i fendenti, costruiti spesso su ipotesi che nel clangore della lotta diventano reali, cominciano a vorticare dall’una e dall’altra parte, si alzano le grida e gli schiamazzi, magari gli insulti e le calunnie, e si dissolvono i dati del problema. Il risultato è una confusione generale, anche artatamente creata, per confondere ancora di più i cittadini e carpirne la buonafede.

A chi si interessa da lontano alle vicende della cittadina calena, ma forse anche a buona parte dei pignataresi residenti, risulta difficile seguire ragionamenti che prescindono da fatti inconfutabili, da rilievi incontestati, piuttosto che da accuse non provate. Forse è tempo di agitarsi un po’ di meno e riflettere un po’ di più.

Saturday, April 2 2011

In Siria no

Le rivolte nel mondo arabo non si fermano. Dopo aver spazzato i regimi egiziano e tunisino e aver innescato una guerra civile in Libia, lo tsunami politico investe i paesi del Medioriente,in particolare la Siria. Anche lì si spara sui dimostranti. L'Occidente democratico interverrà anche in quel paese e in altri per instaurare o restaurare la democrazia? Certo che no. I rischi sarebbero altissimi, molto di più di quelli che si corrono in Libia. Ciò dimostra che la via delle armi non è praticabile, almeno non sempre.

Wednesday, March 16 2011

Ipocrisia 2

Abbiamo “esportato”, non richiesti, la democrazia in Irak e in Afganistan, con le conseguenze che tutti sappiamo, migliaia di morti, distruzioni massicce, danni drammatici all’ambiente, ferite profonde alle relazioni col mondo musulmano, spinte al terrorismo, ecc.

Adesso che un popolo, quello libico, reclama la libertà e la democrazia e chiede aiuto all’Occidente contro un dittatore che, pur di mantenersi al potere, non esita a bombardare la sua gente, quello stesso Occidente tentenna, diviso, alle prese con calcoli meschini, e in definitiva favorendo il dittatore. Con la conseguenza di inimicarsi sia lui che gli insorti.

E ancora una volta l’Europa si dimostra un gigante d’argilla, senza una politica estera e incapace di prendere delle decisioni.

Ma non è detto che il mancato intervento di oggi servirà ad evitare una guerra domani.

Tuesday, March 15 2011

Ipocrisia

Ogni volta che un politico incorre nei rigori della legge i suoi sodali si affrettano a dichiarargli solidarietà, “certi” della sua innocenza, “sicuri” che saprà dimostrare la sua “estraneità ai fatti contestati”. Fosse per loro nessuna accusa sarebbe mossa, nessun addebito sarebbe in grado di scalfire l’onorabilità del collega, anzi l’imputazione è “assurda” e strumentale. Ovviamente a questa solidarietà di prammatica, formale e ipocrita, fa da contraltare la “fiducia”, altrettanto formale e ipocrita, nei confronti “dell’operato della magistratura”, non si sa mai gli inquirenti avessero ragione o, peggio, dovessero coinvolgere altri. E’ un cliché a cui la “casta” ci ha abituato da tempo, un colpo al cerchio e uno alla botte. Mai a nessuno viene in mente di fare un passo indietro liberando il campo. Per carità, fino al terzo grado di giudizio c’è la presunzione di innocenza.

Friday, February 25 2011

Egoismi in scale diverse

La rivolta del popolo libico contro il dittatore prosegue nel sangue mentre da più parti si teme una 'invasione' di profughi. Il ministro la Russa ha chiesto che l'Europa "dia sostegno a chi sta in prima linea come l'Italia" per quanto riguarda il problema dei profughi nordafricani, secondo quanto riportato da Repubblica.it del 25.2.11, che a sua volta citava un’intervista di Skytg24.



Una dichiarazione condivisibile. Il ministro della Difesa avrebbe aggiunto che l'Italia "deve insistere" e "denunciare gli egoismi dei paesi del Nord Europa che hanno sposato la teoria del 'ognuno se la cavi per i fatti suoi”.

E qui fa un po’ specie, visto che egli è esponente di un governo che ha fatto dell’egoismo la propria carta di identità, di cui fa parte un partito, la Lega, che ogni giorno, con atti e parole, dice ai meridionali “Arrangiatevi

Friday, February 18 2011

Nel negozio della politica non si fanno sconti

“Non faccio sconti a nessuno, meno che mai al presidente del Consiglio e confermo tutto, anzi rincaro la dose su mignottocrazia, putinismo, devastazione della democrazia parlamentare, schifo per la legge elettorale che deve essere cambiata”, scrive Guzzanti sul suo blog (Corriere.it del 17.2.2011).

Uno penserebbe: ecco un politico tosto, determinato, incorruttibile, pronto a farsi carico del sentimento popolare contro i peggiori aspetti del berlusconismo, uno che farà una lotta senza quartiere, che si opporrà in ogni modo al presidente del Consiglio.

Poi si spiega: visto che “il Terzo Polo in cui avevo tanto sperato ha soltanto prodotto pasticciate ipotesi di coalizioni col Pd, rinunciando cioè a contendere a Berlusconi il suo elettorato” aderisco al gruppo dei Responsabili (sostenitore di Berlusconi).

Non fa una grinza: se non si fa una lotta seria al premier, conviene andare col premier. Chissà perché mi vengono in mente quelle bolle della solfatara che si gonfiano fino a fare splash.

Thursday, February 3 2011

Servitori o padroni?

“Servitore: Colui che presta l’opera sua al padrone per mercede, altrimenti Servo, Familiare, e poi Ligio, Dedito, Affezionato”.

Ricordiamoci di questi significati quando si parla dei cosiddetti Servitori dello Stato. Ne abbiamo avuto che lo Stato lo hanno tradito, depauperato, trattato come proprietà personale, vivendo da nababbi.

Si conoscono, invece, tanti Servitori dello Stato, che al contrario di questi lo difendono, lo curano, lo onorano, spesso a costo della stessa vita, sconosciuti, vilipesi e non remunerati a dovere.

Sono considerati Servitori dello Stato anche i tutti quei politicanti che senza avere né titoli, né competenze, né moralità, né onestà, lo mungono in maniera scandalosa.

Buono o non buono, un consigliere regionale prende in media 13.000 euro al mese senza contare gli annessi e connessi. Per chi non è ancora aduso all’euro, sono 26 milioni di lire.

Un dirigente regionale siciliano prende 150.000 euro (300 milioni di lire) all’anno più macchina con autista.

La signora N. Minetti, “igienista dentale” e consigliere regionale in Lombardia afferma: “… ricevo 10.000 euro al mese” (Corriere.it del 2.2.11). Bocchino corregge ad Annozero del 3.2.11: racimola "800.000 euro all'anno".

Questo quadro non tiene conto dell'indennità di fine mandato (In Piemonte circa 257.000 euro) e del vitalizio che si acquisisce dopo appena mezza legislatura.

Pensate che all’estero le cose vanno allo stesso modo? Vi sbagliate. In Francia un consigliere regionale prende fra i 1.500 e i 2.600 euro mensili (secondo la popolazione della regione). In Germania lo stipendio di un consigliere di Länder (competenze molto più estese delle nostre regioni) va dai 2.280 ai 9.500 euro. E in Svizzera? Nessuna remunerazione per consiglieri comunali, regionali e parlamentari. Una piccola simbolica cifra proporzionale alle presenze in Assemblea.

Non c’è dubbio, i veri Servitori sono in Italia.

Monday, January 31 2011

Carla e Carlà

Sui giornali, almeno alcuni e tra i più importanti, si è diffuso il vezzo (?) di scrivere Carlà invece di Carla quando si parla della moglie del presidente Sarkozy. La pronuncia alla francese al posto della grafia esatta del nome.

Non è accaduto per Platini e tanti altri personaggi di origine italiana vissuti in Francia, accade invece per Carlà, insistendo imperterriti nell'errore, storpiando un nome proprio come se, lasciandolo così com'è, fosse meno bello, meno esotico.

In questo cogliamo anche un aspetto civettuolo e autoreferenziale dei giornalisti che ci vogliono far sapere che loro, il francese lo sanno, oh come lo sanno!

Thursday, January 27 2011

I soldi del Nord

I soldi, i soldi, i soldi. I soldi sono del Nord, le virtù sono del Nord, così come la dedizione al lavoro, una vera religione, lo spirito di impresa, l'ordine, ecc.

Il Nord è lo Stato, o meglio, lo Stato è il Nord. Il Sud è inedia, vivere a scrocco, sporcizia, rifiuti, odio per il lavoro, assistenzialismo e così via pregiudicando.

Per le strutture e le infrastrutture del Sud, per le pensioni, per la scuola e gli ospedali ci pensa il Nord, solo e sempre il Nord. Il Nord produce ricchezza, il Sud scialacqua. "Hanno lasciato andare tutto in malora perché pensavano che tanto poi il Nord gli avrebbe mandato i soldi. È stato un modo per spillarci soldi" (Bossi, citato da Il Corriere della sera on line del 26.1.11).

E' il Nord che si sacrifica per il Sud, il Sud è la palla al piede del Nord, se il Nord potesse se ne libererebbe senza meno, anzi ci sta pensando, il suo federalismo tende a questo, a liberarsi della zavorra del Sud.

Egoismo, chiusura, cura del proprio orticello, stando attenti a che nessun seme vada nel terreno altrui. Ah! se potessero liberarsi del Sud. Ma si, anche del Centro, sarebbe una gran cosa fare un bello stato padano, ancor meglio un nuovo Lombardo-Veneto.

Ma se proprio vogliamo dirla tutta, il massimo sarebbe circoscriverlo a pochi centri del Veneto, chiudersi entro mura altissime, starsene al sicuro tra i propi soldi, morire tra i propri soldi. E' un vero peccato non poter contare su confini naturali.

Ma bastano quelli mentali, quelli sono proprio invalicabili.

Wednesday, January 26 2011

Socrate, Leone e gli altri

Nei giorni scorsi il TG1 ha trasmesso un servizio sulle vicissitudini del defunto presidente della Repubblica, Giovanni Leone, per dire: ecco, riflettete, quell'uomo politico fu costretto al ritiro da accuse infamanti quanto infondate. La stessa cosa si vorrebbe fare oggi.

Non è passata per la testa degli autori la grande differenza di stile tra quell'uomo, che, pur dichiarandosi estraneo alle accuse, ebbe l'apprezzabile pudore di dimettersi per salvaguardare la carica che ricopriva, e chi oggi è accusato di ben più gravi e spregevoli comportamenti che non avverte neppure in via astratta questa necessità.

E non scomodiamo quell'altro uomo, Socrate, innocente che preferì addirittura la morte pur di rispettare la legge e i giudici che lo avevano condannato, cosciente che l'una e gli altri sono essenziali alla vita della patria.

Tuesday, January 25 2011

Al Sud traffico scorrevole

Chiunque segua con una certa assiduità le notizie sul traffico (e sugli incidenti) diffuse h24 dalla RAI lo sa. Raramente, ma molto raramente, esse riguardano il territorio a sud di Napoli, non parliamo poi delle isole. Forse al Sud non si viaggia, si è ancora all'epoca del carretto, chissà. A proposito dell'unità d'Italia.

grazzaniseonline si arricchisce di nuove possibilità

Da oggi grazzaniseonline si arricchisce di un blog tenuto dal gestore di questo sito. Qualche altro sarà messo in linea prossimamente. In essi troverete notizie, considerazioni, opinioni che non entrano nel novero degli articoli pubblicati sul sito. Spesso si tratterà di ragionamenti o pensieri fatti ad alta voce, in un linguaggio meno impegnativo, più colloquiale ma non per questo sciatto. Pensiamo di offrire ai nostri visitatori qualche motivo di riflessione in più sulla realtà che ci circonda o su quella che abbiamo dentro. Ci auguriamo di superare in breve tempo la fase di rodaggio e intanto chiediamo ai lettori un po' di comprensione per eventuali problemi tecnici.

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